Le lamentele? Sono tutte energie sprecate che ti impediscono di vivere al meglio il presente

 

Basta piangersi addosso!
Lo dico a te caro lettore che non hai un lavoro e/o che non ce la fai ad arrivare a fine mese.
Le lamentele? Sono tutte energie sprecate che ti impediscono di vivere al meglio il presente.
Ma in un tempo di crisi come questo è possibile non lamentarsi?
Si è possibile, dipende solo da te! Troppi problemi, l’economia non gira, poco lavoro, troppe tasse da pagare…

Ma qualcosa possiamo fare per evitare di sprofondare nel baratro della depressione: cambiare la nostra mentalità.
Sembra facile a dire, ma lo è ancora di più se si inizia a farlo.

Per far sì che qualcosa cambi è necessario avviare almeno un piccolo cambiamento, mi riferisco a qualcosa di concreto, ad una piccola azione e non solo ad un modo di dire.

 

Se continui a fare ciò che hai sempre fatto, continuerai ad avere ciò che hai sempre avuto

 

I nostri vecchi schemi non servono più, ci vuole coraggio e la capacità di mettersi in discussione sempre, ogni giorno.
Siamo in un periodo particolare, ove tutto cambia velocemente ed è per questo motivo che bisogna essere flessibili, e soprattutto adattabili.

L’ottimismo non deve mancare: un atteggiamento mentale positivo non può che facilitare il tutto.

A questo è bene aggiungere lo spirito di iniziativa: ci vuole intraprendenza, capacità di reinventarsi e di guardare lontano.
Ok! Ti sembrerò banale? Si tratta di psicologia spicciola?
Il mio consiglio potrebbe sembrarti banale, ma ti assicuro che si tratta di psicologia pratica e non di psicologia spicciola.

 

La storia di cambiamento di un imprenditore

Ti faccio un piccolo esempio di come può essere vincente la psicologia “spicciola” di E.P!

Un giovane imprenditore è venuto da me in terapia, depresso, con una azienda che stava per fallire e la ragazza che lo ha tradito.

Mi ha detto: “mi ha tradito più volte ma io continuo ad amarla, vorrei mollarla ma non ce la faccio…”.

Per fortuna dopo non molto tempo, all’incirca due mesi, ha pensato lei di lasciarlo. Definirei ciò un aiuto divino!
A tale “tragedia” si aggiunge il fallimento della propria azienda!
Puoi immaginare caro lettore quanto sia impossibile essere positivi in questi casi, ma paradossalmente è l’unica cosa da fare per continuare a vivere.

Senza troppo addentrarmi nella terapia fatta con il paziente, ti dico quali sono stati i tre pilastri su cui si è appoggiato l’intero trattamento:

1) Diminuzione delle lamentele e delle richieste di aiuto a parenti e amici

2) Introduzione di un atteggiamento mentale positivo a piccoli passi (solitamente una persona non è in grado di fare grossi cambiamenti, ma è più propensa a provare i piccoli cambiamenti)

3) Passaggio dal “pensare” al “fare” (in questi casi si tratta di pensieri negativi, ossessioni)

 

Il risultato della terapia?

 

Remissione dei sintomi quali: insonnia, ansia, ossessioni, umore depresso.
Ad un evidente miglioramento dei sintomi si è aggiunto un cambiamento nella mentalità (da distruttiva a costruttiva e pragmatica).
Nel penultimo mese di terapia il paziente mi ha informato del suo nuovo lavoro, del quale sembrava soddisfatto e di una novità in amore; su questo non è stato molto chiaro, ma gli occhi  esprimevano tutta la sua contentezza cosicché mi sono limitato ad ascoltare senza aggiungere altro.

Ti è piaciuta la storia?

Beh, si tratta di un intervento riuscito bene, applicando una psicologia pratica e non fatta solo di teorie e/o di statistica.

Ma successi a parte, tu caro amico di E.P come affronti la crisi?
Ti piangi addosso o sai rimboccarti le maniche?

 

Buon pomeriggio!

andrea de nuccio

 

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