La vita reale di una persona non può equivalere alla vita reale di un’altra: in comune però hanno il cambiamento

 

I sogni ricalcano la nostra “realtà”. Forse…
Esiste la realtà? È quella dei sogni? È quella che viviamo tutti i giorni dalla mattina alla sera?

Quanta importanza diamo ai nostri sogni e a quelli degli altri? C’è un modo per interpretarli?

Una lettrice di E.P mi scrive: “è facile rispondere con delle domande, ma la realtà è un’altra…”.

Ed io mi chiedo: “qual è la realtà?”.

 

Esiste una realtà oggettiva, uguale per tutti?

 

E i miei sogni possono essere i sogni di tutti?

Esiste l’inconscio collettivo? Questo è definito da Jung come un contenitore psichico universale, ovvero quella parte dell’inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani.

Alcune cose accadono e contemporaneamente succede qualcos’altro.

Ci sono terapeuti che chiedono al loro paziente: rimani nel qui ed ora. Ma cosa significa?

Il qui ed ora è il tempo o lo spazio di tutti? O solo il tempo e lo spazio del terapeuta e/o del paziente?

In Australia quale sarebbe il qui ed ora?

È identico a quello italiano?

 

Spesso definisco la realtà per ciò che non è

 

La mia vita reale non può equivalere alla vita reale di un’altra persona che si trova in un altro posto nel mondo, ma può trattarsi della stessa vita che è in continuo cambiamento.

In comune abbiamo il cambiamento che sembra essere l’unico concetto in grado di rassicurarci un po’.

Ci sono troppe “cose” che ci “perdiamo”, troppe “cose” ignoriamo, perché per comprendere  giudichiamo. Giudichiamo ciò che è e ciò che non è, ciò che è brutto o ciò che è bello, ciò che fa bene e ciò che fa male.

Ma quando giudichiamo ci allontaniamo dalla vera essenza e conoscenza.

Lo fanno tutti, anche gli psicologi.
A presto,

andrea de nuccio

 

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5 comments

  1. tania Rispondi

    ciao andrea, ci siamo conosciuti diversi anni fa a roma e sono contenta di ritrovarti per caso su e.p., volevo ringraziarti per tutto quello che fai quotidianamente. un abbraccio
    Tania

  2. esperienza psicologica Rispondi

    grazie a te. andrea

  3. Anonimo Rispondi

    ..chissà perché,ma alcune cose che ho letto su Jung mi ricordano qualcuno…ho letto anche,su un libro di psicologia:"Quanto più a lungo noi continuiamo a prendere decisioni sbagliate,tanto più il nostro cuore si indurisce;quanto più spesso noi prendiamo la decisione giusta,tanto più il nostro cuore si intenerisce o meglio diventa vivo"..e allora,se fosse vero,io mi chiedo quante decisioni sbagliate abbiano mai preso alcune persone per avere un cuore cosi duro..a volte anch' io mi chiedo se effettivamente sia più vera la realtà dei nostri sogni,che è quella che viviamo dentro,o quella che accade intorno a noi,nuda e cruda.la realtà è una torta e per essere una "buona torta" necessita di tutti gli ingredienti.i sogni sono il lievito che la rende morbida e piacevole da vedere.la realtà è l'ingrediente che serve perché sia sana.se riusciamo ad amalgamare bene entrambe le cose avremo una vita sana e piacevole.non dovremmo mai dimenticarci però di lasciarla "incustodita" perché qualcuno potrebbe passare e buttarci dentro qualcosa che la renda immangiabile..può sembrare che non c'entri con quello che hai scritto tu Andrea,ma io ho capito comunque.secondo me viviamo tutti nella stessa realtà ma la realtà di ognuno è diversa.non so se i sogni che facciamo dormendo si possano interpretare o riguardino in qualche modo l'interpretazione della realtà..forse alcuni si e altri no..penso rimarrà sempre un mistero come tante altre cose della vita..e poi comunque,anche qui,ognuno dà la propria interpretazione..ciò che ci accade era destino o sono state le nostre scelte a portarci dove siamo?anche qui è un miscuglio.molte cose della nostra vita ci capitano per caso e altre sono conseguenze di come abbiamo agito davanti ad esse.tu cosa dici allora,è meglio farsi più domande,che possono portarci avanti…o darsi più risposte,che chiuderebbero altre porte…grazie Andrea.Emery

  4. Anonimo Rispondi

    Io mi preoccuperei innanzitutto di comprendere come avviene la costruzione della realtà poiché la realtà può su alcuni aspetti essere uguale per tutti, ma ciò che cambia è il modo attraverso cui ogni individuo interpreta gli eventi e la stessa realtà. Ed è proprio questo modo di interpretare che permette alle persone di dare senso a ciò che è loro accaduto, di trovare, costruire la propria identità. Altro aspetto da prendere in considerazione è la cultura, o meglio l’ ambiente culturale in cui ogni individuo vive mettendosi in rapporto con gli altri e in cui avviene la costruzione della realtà. La realtà oggettiva esiste poiché noi guardiamo il mondo attraverso la cultura, motivo per cui riteniamo gli accadimenti “oggettivi” e non ci rendiamo conto che guardiamo il mondo tramite tale prospettiva. Inoltre le parole , i gesti , le azioni e anche i sogni non hanno un significato fisso poiché acquisiscono un senso specifico soltanto all’interno di un dato contesto. Il qui ed ora dovrebbe essere lo spazio e il tempo di tutti ma è essenziale il “saper cogliere l’istante”, cioè l’immediatezza dell’esperienza . Il qui ed ora potrebbe essere ogni istante della nostra giornata, malgrado i mille impegni lavorativi, il poco tempo per se stessi, lo studio ecc. Vivere stando presenti nel qui ed ora può renderci le cose più semplici..
    M.

  5. Anonimo Rispondi

    oggi ho pensato una cosa,e cioè che non sono tanto le esperienze che abbiamo avuto nelle vita la causa di ciò che siamo diventati,ma il nostro modo di averle vissute.un'esperienza cattiva vissuta "bene" può servire a migliorarci,se la prendiamo come tale,cosi come una buona esperienza può peggiorarci se non ne capiamo il significato..tutto è relativo a come lo viviamo e non a ciò che realmente succede.io non giustifico una cattiva persona dicendo "ha avuto una vita difficile",posso capirlo fino ad un certo punto,ma sei tu che decidi chi vuoi essere alla fine..troviamo un modo giusto per vivere tutte le esperienze,e belle o brutte,tutte potranno migliorarci.emery