Una credenza autolimitante della persona può frenare o addirittura bloccare il processo di cambiamento e quindi di guarigione

 

 

Una mia paziente mi dice: “Dottore vorrei essere più felice. Vorrei essere sorridente, vorrei uscire con gli amici, ma non riesco a fare nulla. Non riesco ad essere tranquilla, anzi, sono triste, molto triste, c’è il buio…”

Ed io le rispondo: “perché non vuoi essere triste?”
E lei: “perché non bisogna essere tristi.”
Io: “e chi lo dice?”
Lei: “dai dottore sono giovane, non posso stare così. Un giovane dovrebbe uscire, fare le ore piccole, divertirsi.”

Piccola parentesi: la ragazza dà per scontato che tutti i giovani siano così.
Ha una sua idea della giovinezza o meglio del giovane ideale.
Non è semplice smontare la sua credenza, ma è necessario farlo affinché un intervento sia possibile.

Possiamo utilizzare tutte le tecniche di questo mondo, ma se il paziente non riesce ad allontanrsi almeno un po’ dalla sua convinzione di base, queste non avranno alcun effetto su di lui.

Cosa significa “allontanarsi almeno un po’ dalla convinzione di base”?

Significa provare ad ottenere un piccolo cambiamento.

Un piccolo cambiamento è possibile, il cervello non si sforzerà e di conseguenza cambiare (guarire) non risulterà poi così difficile.

È importante che tu sappia che per ottenere un grande cambiamento nella tua vita è necessario ottenere almeno un piccolo cambiamento.

 

Un piccolo cambiamento dà inizio a tanti altri piccoli cambiamenti: questi fanno il grande cambiamento

 

Per chiarirci un po’ le idee pensiamo al comportamento di un bambino che vuole imparare a camminare.
Un bambino, prima di iniziare a camminare, fa diversi tentativi, fa delle continue scoperte, ottiene dei piccoli cambiamenti a livello del corpo e dei movimenti e poi impara finalmente a stare in piedi e successivamente a camminare.

Allo stesso modo, il paziente che inizia un percorso di psicoterapia impara nuovamente a “camminare”, a vivere.
Questo accade passo dopo passo, incontro dopo incontro.

Il mio obiettivo, in qualità di psicoterapeuta, è quello di mettere il paziente nella condizione di ottenere almeno un piccolo cambiamento.
Talvolta, proprio una credenza autolimitante del soggetto può frenare o addirittura bloccare il processo di cambiamento e quindi di guarigione.

Attenzione al termine “guarigione”!
Anche quando si parla di guarigione è possibile avere a che fare con le credenze autolimitanti del paziente.
Questi ha un’idea della guarigione che la maggior parte delle volte si discosta non poco da quella che possiamo avere noi terapeuti.
Possono essere tante le credenze autolimitanti, ma sono anche tanti i modi per imparare a riconoscerle e cambiarle almeno un po’.

Una signora a fine terapia mi dice: “dottore! all’inizio pensavo che il suo fosse solo un gioco di parole e invece dopo ho compreso quanto possano essere pesanti un concetto, una definizione, un’idea (intesa qui come credenza).

Tutto ciò può migliorare o anche distruggere la nostra vita.”

 

Aspetto un tuo prezioso commento!

 

andrea de nuccio

 

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6 comments

  1. Anonimo Rispondi

    idem! credo sia essenziale essere come si è in quel momento e tirarlo fuori per farlo passare e di conseguenza superarlo.non si può superare una cosa che si blocca,bisogna farla passare e quindi prima farla sfogare.non esiste giovane o vecchio,esistono lo emozioni e lo stato in cui si sta vivendo.non ci si può divertire per forza e credo che molti giovani inciampino in cose sbagliate proprio a causa di questo "doversi divertire per forza perché si è giovani"…e si,hai ragione,trovare la felicità vuol dire togliersi delle convinzioni,quelle in cui ci intestardiamo.anch'io "da giovane" sono stata molto triste,piena di problemi,mentre vedevo gli altri divertirsi e la capisco perfettamente.il tempo scorre veloce e a te non arriva la spensieratezza di quell'età,ti senti uno schifo.beh,al diavolo…in un attimo e quando sei pronta puoi recuperare la felicità…il tempo passa comunque,non si deve sprecare a cercare di sentirci come non siamo.

  2. esperienza psicologica Rispondi

    grazie mille per il prezioso contributo! andrea de nuccio

  3. Anonimo Rispondi

    Neanche con l'aiuto del mio psicoterapeuta riesco ad abbandonare le mie credenze limitanti. Queste sono: sono stanco di vivere perché non sono motivato a fare nulla. Non ho più interessi, le persone mi annoiano perché poco profonde. il lavoro mi stanca. La vita è noia e dolore. L'idea che debba vivere fino a 90 anni mi spaventa.

  4. esperienza psicologica Rispondi

    quando hai iniziato la terapia? andrea de nuccio

  5. Anonimo Rispondi

    ..le credenze autolimitanti possono essere molte difatti ogni essere umano ha le sue . Motivazione,pazienza e determinazione sono gli ingredienti essenziali per poter cambiare tali credenze,per riconoscerle e a volte per accettarle…
    M.

  6. Anonimo Rispondi

    ciao anonimo,di sicuro questo non può darti nessun incentivo,ma sappi che non sei l'unico a sentirti cosi.a volte è successo anche a me.a me la cosa che crea più depressione è aspettare che qualcosa cambi e questo non arriva mai! le persone non sono poco profonde,hanno paura della profondità,cosi si limitano al superficiale.io sai cosa faccio per superare questa inutilità? mi creo un po' di casini…nel senso che cerco di scavare nelle persone,cerco di guardare oltre,c'è di sicuro qualcosa di interessante.gli interessi me li creo e non ha importanza quanto durano o se sono giusti,intanto si tira avanti finchè non arriva qualcosa di meglio.quando si è in questi stati io penso che qualche piccola pazzia,bella pazzia,intendo dire,ci aiuta.tanto se va male chi se ne importa?quando non hai più voglia di vivere non hai niente da perdere no?e allora tenta,cerca e prova…male che vada resti depresso come eri prima.inoltre sei seguito e al limite sarai aiutato.nella vita ci sono mille interessi,anche solo osservare le persone è un interesse,non sei obbligato a parlarci se non te la senti,ma puoi imparare molto.magari parti dalle piccole cose,mangiare qualcosa che ti piace,un videogioco…a volte gioco con quello di mio figlio quando non ho voglia di pensare,leggi qualche libro di vita interessante e traine spunto..non pensare che la vita sia noiosa,solo noi possiamo essere noiosi,osserva i particolari e fantastica,anche la fantasia buona è utile.l'importante sei tu,magari inizia a lavorare sul tirare fuori te stesso,noi a volte siamo abbastanza interessanti da dare un senso alla nostra vita.usa tutte le cose buone che trovi e le idee.leggi,leggere aiuta.e sappi comunque che non sei l'unico a sentirti cosi,il mondo è grande e piccolo allo stesso tempo.finito,non ho più consigli.ciao e in bocca al lupo