Mettersi in contatto con i nostri amici invisibili significa dare voce al nostro inconscio, rispettarlo e non rinnegarlo

 

 

 

Abbiamo degli amici invisibili, che gli altri non possono vedere.
Sono dentro di noi… in quel mondo fatto di mille colori, di sensazioni, di strane emozioni.

Difficilmente li consideriamo, per paura o per pigrizia, ma loro sono sempre lì… nel nostro “posto sicuro”. È il posto in cui “tutto” accade, ove immagini e sensazioni si mescolano intelligentemente.

Nel nostro mondo interiore vivono uomini, donne, bambini, animali, oggetti, alberi, fiumi, acqua, aria, tramonti, panorami. Si tratta di un’esperienza nuova ogni volta: sono esperienze che ci fanno sentire uno, nessuno e centomila. In un istante possiamo diventare tutto o nulla: tutto il mondo, tutti i sorrisi, tutto il bello che vive dentro di noi o semplicemente il vuoto.

Penso ad alcuni colleghi psicologi che pensano di poter spiegare e/o addirittura modificare  le emozioni, le sensazioni e i comportamenti dei loro pazienti; ma non è possibile modificare alcunché. Pensare di modificare il nostro mondo interno è utopia e convincersi di modificare la vita altrui (intesa anche come vita interiore) è un’assurdità. Forse quello che potremmo fare, senza pretesa alcuna però, è migliorare la nostra consapevolezza ovvero la conoscenza di noi stessi. E lo psicologo può aiutarci in questo percorso di conoscenza.

Mettersi in contatto con i nostri amici invisibili significa dare voce al nostro inconscio, rispettarlo e non rinnegarlo. Significa inoltre vivere con maggiore consapevolezza e serenità.

Un errore che molti fanno è quello di allontanarsi dal proprio mondo interno e di considerare poco il proprio inconscio. Può dipendere semplicemente dal fatto di non essere abituati a farlo.

C’è da dire che la frenesia della società odierna non facilita di sicuro il rapporto con le nostre immagini interne: in generale si ha la sensazione di non avere mai il tempo per pensare, come se il pensiero fosse dannoso per noi umani e ci allontanasse dalle azioni. Per gli uomini di azione e per chi pensa che pensare troppo fa male consiglierei di riflettere su tutte le azioni che potrebbero rivelarsi dannose. Trattasi delle azioni prive di pensiero. Un’azione non pensata può essere distruttiva: pensiamo agli omicidi, alla violenza in generale. Pensare alle nostre azioni vuol dire quindi ritagliarsi un po’ di tempo per riflettere ad esempio sui nostri eccessi quotidiani e immergersi nel nostro mondo interno. In questo modo sarà possibile contattare i nostri amici invisibili: le nostre fantasie, le nostre paure, i nostri fantasmi, le nostre intuizioni, ecc. In tal caso la nostra consapevolezza migliorerà e di conseguenza anche le nostre azioni miglioreranno.

A presto

andrea de nuccio

 

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3 comments

  1. Anonimo Rispondi

    questa è psicologia.emery

  2. Anonimo Rispondi

    stupendooo!! concordo con emery

  3. Anonimo Rispondi

    Le emozioni, se accettate e pensate, potrebbero diventare una risorsa per leggere dentro se stessi, gli altri e la realtà con occhi diversi, innescando cambiamenti …. sentire e accettare le emozioni significa giá mettersi in contatto con i nostri amici invisibili ma è anche la ragione che spesso prevale! E ci porta sempre sulla retta via…
    Secondo lei Dottore , ragione ed emozioni dosate nella stessa misura che effetto hanno sul nostro inconscio..mi riferisco a quando ha detto che dar voce al nostro inconscio significa rispettarlo e non rinnegarlo…
    M.