L’invidia cattiva non danneggia solo chi la subisce, ma anche chi la prova

 

Cos’è l’invidia?

L’invidia è un sentimento che si prova nei confronti di un’altra persona.
La maggior parte delle volte è vissuta come negativa.
Se si trasforma in ammirazione allora diviene positiva.

A me, ad esempio, capita spesso di dire a qualcuno che ammiro: “ti invidio”.
Invidio il suo modo di fare, la sua libertà finanziaria, la sua condizione lavorativa, ecc.
Non odio quella determinata persona, provo ammirazione e frequentarla mi fa stare bene.

Stare bene con una persona significa percepire l’energia positiva che questa ti trasmette

L’invidia “cattiva” è tutt’altra cosa. E non fa male solo all’invidioso, ma anche a chi la riceve.
Si tratta dell’invidia “killer”: l’invidia che “uccide”.
Non poche volte accade che la persona bersaglio diventi vittima di comportamenti, azioni “cattive” dell’invidioso/a: diffamazione, violenza psicologica e fisica, dispetti, ecc.

L’invidioso non è una persona serena.

Ha bisogno di agire malamente per procurarsi un piccolo sollievo: ha bisogno di distruggere la felicità dell’altro per evitare di essere infelice.
Pensateci…
Se avete avuto a che fare con persone invidiose il vostro pensiero è stato qualcosa del tipo: “ma perché deve rompere le scatole a me? E’ infelice lui e allora devono esserlo anche gli altri?”

 

Provare un po’ di invidia è normale, ma essere sovrastati dall’invidia no: porterebbe solo tanta sofferenza

Se l’invidia è tanta e difficile da gestire può trasformarsi in invidia patologica e in questo caso decidere di farsi aiutare da uno psicoterapeuta non sarebbe una cattiva idea.
Possono esserci: senso di inferiorità, inadeguatezza, frustrazione, impotenza, odio, rabbia.
Si tratta di emozioni “forti” che in certi casi possono addirittura portare la persona invidiosa ad aggredire la persona di successo.
Vi può sembrare un’esagerazione, ma non lo è: basti pensare ai fatti di cronaca che quotidianamente sono trasmessi dal telegiornale in cui persone apparentemente normali aggrediscono – senza motivo alcuno – amici o conoscenti provocando loro danni gravi.

Tra gli antidoti capaci di contrastare l’invidia cattiva (ma non quella patologica) vi è la riflessione ovvero la capacità critica che ognuno di noi può affinare nel tempo per imparare a vivere nel benessere.
Riflettere sulle proprie emozioni distruttive può essere un modo per non agire d’impulso, distruggendo la felicità propria e quella altrui.
Se all’inizio tale rimedio può sembrare difficile da attuare, successivamente – con l’esercizio – diverrà automatico ed efficace.

 

Buon weekend!

 

andrea de nuccio 

 

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1 comment

  1. Anonimo Rispondi

    L’invidia non è altro che un desiderio di distruggere ciò che l’altro possiede, ciò che l’altro con volontà, sacrifici ha raggiunto. La persona invidiosa vive svalutando l’altro, alimentando un’eccessiva tendenza alla competitività. A mio parere l’invidia non si può eliminare del tutto ma occorre trasformarla! Questo per chi nutre invidia è un processo faticoso in cui egli deve innanzitutto capire “chi è” e "chi vorrebbe essere". L’invidia positiva a mio parere non è altro che la comunione, la gratitudine, condivisione, l’amore per il successo dell’altro… un successo raggiunto con fatica, superando ostacoli, rinunciando e a volte perdendo qualcosa!

    “In un universo di puri invidiosi nessuno apprende nulla, nessuno si piega ad ammettere la superiorità di un pensiero, di una tecnica. Ciascuno parla solo per affermare se stesso, ascolta gli altri solo per scoprire come valorizzare se stesso”. (F. Alberoni, Gli invidiosi, Garzanti, Milano 2000)
    M.