«Proviamo a rompere gli schemi», direbbe il grande Milton Erickson

 

 

Ciao!

Ti capiterà spesso di voler dire qualcosa, ma poi senti una piccola vocina nella testa che dice: “No, non lo fare! È una cavolata, non lo fare!”.  

Qui comincia il disagio.

La domanda è: <<Cosa devo fare? Lo dico o non lo dico? Lo dico o non lo dico?>>.

E inizia così la danza del dubbio.

È una situazione che può presentarsi più volte durante la giornata: con i nostri amici, con i colleghi di lavoro, con i nostri genitori, con il vicino di casa, con il nostro partner, al supermercato, a scuola, al telefono, ecc.

Prova a immaginare una situazione in cui vuoi dire qualcosa ma non riesci a farlo, per diversi motivi: manca il coraggio, ti preoccupi della reazione dell’altro, non è il momento giusto o semplicemente non sei abituato a comportarti in un certo modo.

Si arriva a dire altro, ma non quello che andrebbe detto.
È proprio così: è più facile dire ciò che non si pensa!

Non meravigliarti! Lo facciamo anche con noi stessi. Quante volte diciamo a noi stessi ciò che realmente pensiamo?

Prova a dire ciò che pensi! Fallo almeno una volta al giorno

Facciamo un esempio…

Sei a tavola con persone che non conosci, e magari sulla tua destra (o sinistra, come preferisci) c’è il classico tipo antipatico che non ti rivolge la parola. Cosa fare in questi casi?

Prova a dire ciò che realmente pensi: <<Ma lo sai che sei proprio antipatico? Non mi rivolgi la parola.>>.  

Arrivati a questo punto non aspettarti una stretta di mano e neanche un bel sorriso. A volte capita, ma non illuderti. 
Ti assicuro però che qualcosa cambierà.

Cosa succederà?

Beh… bisognerebbe provare. 😉 «Proviamo a rompere gli schemi», direbbe il grande Milton Erickson.

Erickson è stato uno dei più grandi psicoterapeuti al mondo, era famoso proprio per la sua capacità innata di rompere gli schemi. 🙂
Rompere gli schemi significa soprattutto fare esperienza!

È la nostra esperienza, e da questa possiamo trarne un insegnamento prezioso.

Che ne pensi?

Aspetto il tuo commento!

Un abbraccio

andrea de nuccio

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7 comments

  1. Anonimo Rispondi

    caro collega conoscendoti posso dire che in questo sei davvero bravo e non potrò mai dimenticare le nostre cene ..un bacio..tua collega fan rosy 🙂

  2. esperienza psicologica Rispondi

    ciao rosy, un salutone anche a te
    andrea

  3. Simone Cordella Rispondi

    Solitamente dico quello che penso e spesso suscito negli altri antipatia nei miei confronti, altre volte vera e propria rabbia, o addirittura ostilità.
    Non me ne pento! La libertà di espressione è importante!
    Perché una persona dovrebbe temere di dire un qualcosa? Certamente perché si teme della reazione che quel qualcosa potrebbe provocare in chi ascolta! Soprattutto si teme di essere giudicati!

    Quando parliamo, chi ascolta emette sempre un giudizio, anche solo col pensiero, o persino inconsciamente.

    A mio avviso, non bisogna porsi il problema se sia opportuno parlare apertamente, o se sia preferibile non essere se stessi, falsando così il proprio pensiero per non dimostrarsi arroganti o scortesi.
    Secondo me, bisognerebbe solo essere onesti con se stessi e con gli altri, e decidere se parlare oppure tacere.

    Spesso è meglio tacere!
    Io a volte taccio! Ma anche questo, in molti casi, suscita negli altri antipatia, o rabbia, o addirittura ostilità. A volte anche più, rispetto a quando parlo.
    Ho scelto di tacere: mi son sentito libero di farlo!

    Quelle rare volte che non esprimo il mio vero pensiero, e in tal modo tengo tranquille le persone, le faccio contente, non le ferisco, … Sono io, poco dopo, a provare rabbia … per me stesso! Per non aver parlato LIBERAMENTE.

    Ho fatto meglio in quest'ultimo caso? O quando ho parlato? O quando ho taciuto?
    Non esiste una regola fissa. Dipende dalle situazioni, e dalle persone anche.

    Credo che ognuno di noi dovrebbe essere agnello e leone nello stesso tempo. A volte è opportuno che prevalga l'uno, altre volte l'altro. Come due onde che si inseguono in un vortice: dove sfuma l'una, cresce l'altra.
    E' importante però che l'una non distrugga l'altra, perchè diventeremmo solo agnelli e soccomberemmo tra i leoni della nostra società; oppure diventeremmo leoni e non potremmo convivere con gli agnelli.

    Non esiste solo il bianco e il nero! Il mondo è fatto soprattutto di sfumature.
    Dovremmo tutti sentirci liberi di dire a quel TIPO al tavolo che è davvero antipatico! … e se quel tipo fossi io, allora risponderei molto simpaticamente: "Sai, stavo per dire la stessa cosa di te!".

    Prendete la vita con filosofia!
    Ricordate: se un altro vi offende, in realtà non sono state le sue parole ad offendervi, bensì siete voi che vi siete offesi per le sue parole.

    P.S.
    Se quest'ultimo concetto non dovesse essere chiaro, poi ve lo spiegherò un'altra volta!

    Ciao …ANTIPATICI!

    Simone Cordella

  4. Anonimo Rispondi

    Ciao Simone, ho letto il tuo commento…e essendo tuo amico, ho avuto il piacere di constatare quanto la tua spontaneità e umiltà ti renda un Amico Speciale,antipatico talvolta, perchè non empatico per il tuo a volte ritirarti in Te, ma sicuramente trasparente come l'acqua di sorgente…mi piace immaginare.. di un antica sorgente zampillante dalle rocce di Vereto di un tempo passato…

  5. Nobile ilary Rispondi

    credo che i motivi per cui una persona non afferma sempre ciò che pensa possano essere tantissimi. Alcune volte il silenzio è funzionale, si può dare importanza agli sguardi e alle azioni; le parole in determinate situazioni fanno fatica ad emergere. ciò che noto è che è molto semplice rimaner in silenzio a volte si trae anche beneficio… ma se è l'altro a rimane in silenzio noi siamo decisamente confusi, iniziamo a farci mille domande,le cui risposte sono prive di chiarezza. Iniziamo ad arrenderci e il livello della personale autostima si dimezza. perciò una domanda interessante sarebbe: perchè il rimanere in silenzio ci aiuta (unito all'orgoglio)ed il ricevere silenzio ci demoralizza? il silenzio porta con se tutta questa ambiguità?? voi che dite?

  6. Anonimo Rispondi

    ho imparato sulla mia pelle che parlare, dire quello che si pensa, difendere i propri principi e i propri valori, genera solo danni.
    viviamo in una società in cui se fai come dicono vai bene, se alzi la mano e dici la tua (a volte in contrasto con il gregge) vieni punita….altro che libertà di espressione….

  7. esperienza psicologica Rispondi

    possiamo scegliere il modo migliore per dire ciò che pensiamo..
    per intenderci…
    possiamo dire: sei antipatico … ( sorridendo o con atteggiamento serioso ) ..
    un pò di diplomazia non guasta !!;)
    andrea de nuccio