Malattia mentale: attenzione a ciò che dici e a come lo dici!

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Il significato di malattia mentale cambia a seconda delle lenti che indossiamo

 

 

Nel mio blog evito di usare termini come: malattia, patologia, psichiatria, ecc.
Non vorrei che i miei lettori prendessero confidenza con questi termini, ma con termini differenti come: disagio, cambiamento, evento, relazione, difficoltà, amore, vita, strategia, ottimismo, pessimismo, benessere, ecc.
Attenzione a ciò che diciamo e a come lo diciamo!
Le parole che utilizziamo quando vogliamo descrivere qualcosa sono le parole che danno un’identità a “questo qualcosa”.
Ci affezioniamo alle parole ed è difficile staccarsi da queste: è difficile staccarsi dalle convinzioni che sono ben radicate dentro di noi.
Ti faccio un piccolo esempio!
Pensiamo alla frase: “Londra è una città piovosa”. 
Londra ha la fama di essere una città estremamente piovosa. Questo è solo parzialmente vero. Se lo chiedessi al mio amico Enrico, che vive lì già da un po’ di tempo, con molta probabilità mi direbbe che a Londra non piove sempre, ma che c’è anche il sole; ho potuto anche constatarlo di persona.
Il vero problema del clima londinese è invece la sua variabilità: è infatti possibile che si alternino sole e pioggia anche più volte al giorno.
Nella nostra bella testolina però risiede la convinzione che “Londra è una città piovosa”, ed è difficile cambiare idea anche se le cose stanno diversamente.
Di esempi come questi ce ne sono a bizzeffe, ma non è necessario dilungarsi. Spero di essere stato chiaro!

 

La percezione della realtà è una cosa e la realtà è un’altra cosa

Per un motivo qualsiasi o per sentito dire nella nostra mente si crea un’idea della realtà, che però non corrisponde alla realtà.
La stessa cosa accade per la malattia mentale: l’idea che ci facciamo della malattia mentale non equivale alla malattia mentale, sono due cose differenti.
Il significato di malattia mentale cambia a seconda delle lenti che indossiamo. 
Il rischio – quando cerchiamo di dare un’etichetta al disagio mentale – risiede nel fatto di dare troppo o troppo poco peso al disagio stesso.
Questo avviene per diversi motivi: mancanza di informazioni, superficialità, mancanza di esperienza, ignoranza, o semplicemente perché siamo diversi l’uno dall’altro.
A volte – purtroppo tante – l’informazione sbagliata parte proprio da colui che dovrebbe definirsi un esperto del settore, e a pagarne le conseguenze è il “povero” paziente. Quest’ultimo, preso dalla disperazione, non può fare altro che accettare quello che dice l’esperto e comportarsi di conseguenza.
Dire a un paziente “sei malato” significa togliergli ogni speranza e ogni possibilità di riprendersi.
Ancora più grave è l’affermazione: “non guarirai più” oppure “dovrai prendere sempre i farmaci”.
Personalmente penso che non solo sia sbagliato affermare ciò, ma penso sia anche molto pericoloso per chi ascolta tali affermazioni.
La maggior parte delle volte queste affermazioni non hanno alcun fondamento scientifico.

Vorrei chiudere con un piccolo aneddoto, una storia vera

Tempo fa un uomo si presentò da me e mi disse:
Pz: “Ciao dottore, la psichiatra del centro di salute mentale mi ha detto che dalla mia depressione non guarirò mai più.”
 
Io: “Per capire come stanno le cose ho bisogno di farti qualche domanda. Per ora preferisco non sbilanciarmi.”
 
Abbiamo lavorato dapprima sulla sua convinzione del disagio e poi abbiamo cercato una soluzione insieme.
Non ero io la soluzione al suo problema, ma tutto sarebbe partito da lui; aveva abbastanza risorse per farcela. 
A distanza di tre mesi la condizione dell’uomo era un’altra: ha ritrovato l’autostima e ha iniziato un viaggio magnifico nel suo mondo interiore che ha esplorato con piacere e sorpresa.
A distanza di sei mesi l’uomo mi ha riferito di non avere più bisogno della psicoterapia.
Inizialmente il suo terrore era quello di dover prendere i farmaci a vita (ciò che affermava la psichiatra), mentre ora si sente “libero” e più sicuro perché è consapevole di essere riuscito a farcela da solo senza nemmeno un farmaco.
Nel corso della nostra vita possiamo cadere, ma possiamo anche rialzarci! 
Cosa ne pensi?
A presto,
andrea de nuccio 

 

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5 comments

  1. Anonimo Rispondi

    belllllllllisssssimo articolo andrea!!
    finalmente un po' di ottimismo e un po' di "realtà" ahah:) rosanna

  2. Anonimo Rispondi

    Verissimo bel post,Nando

  3. esperienza psicologica Rispondi

    grazie rosanna..

    grazie nando ..

    andrea de nuccio

  4. ale Rispondi

    penso che oggi non si dicono tante cose per i motivi che noi conosciamo benissimo, mi fa riflettere tanto quello che vedo quotidianamente in clinica dove lavoro. Purtroppo dott. De nuccio, hai ragione quando parli di pericolo. molta gente dovrebbe sapere cosa c'è dietro al farmaco e gli interessi sporchi di certi personaggi, ma non voglio dilungarmi. ha capito cosa voglio dire.
    grazie per aver messo in luce queste realtà. sta facendo un ottimo lavoro. complimenti da una sua collega che la segue con attenzione e curiosità. ale

  5. gian Rispondi

    beh, certo che nei centri di salute mentale non è che ci siano grandi professionisti!! o per lo meno se ci sono sono pochi. Il più delle volte la persona che ha bisogno di consulti si vede affibbiare delle "ragazzine" che sono facilmente manipolabili, specie se il fruitore è un uomo