Il sano egoismo ci aiuta a scappare da chi ci vuole appesantire ed è necessario in taluni casi se vogliamo stare bene con noi stessi

Ciao!

Oggi parleremo di “legami”.

Ti capiterà spesso di trovarti a condividere momenti della tua giornata con persone difficili, persone che amano complicarsi/ci la vita, persone che trovano da ridire su tutto, persone pesanti, pessimiste, negative, noiose… Beh, possiamo aggiungere all’infinito!

Questo non avviene solo in amore: anche un amico può risultare pesante o un conoscente (pensiamo a quei discorsi inutili che ci tocca sentire anche quando non vogliamo ascoltare).

 Cosa dovremmo fare in questi casi?

Ovviamente la prima cosa da fare è “scappare”!

Attenzione! Non è necessario andare in posti lontani.

Non vorrei essere frainteso: con “scappare” mi riferisco alla possibilità di evitare situazioni o persone che possono complicarci la vita.

Ci saranno indubbiamente tempi migliori, dove tutto ci risulterà più facile, ora però “devi” scappare! 🙂

Decidiamo di “scappare” per evitare di appesantirci inutilmente…

Magari qualcuno potrà pensare che un comportamento del genere sia puro egoismo, ma non è detto che essere egoisti sia un male. Se hai deciso di allontanarti per un po’ è perché vuoi vivere finalmente una vita all’insegna del benessere. In questo caso parliamo di sano egoismo, necessario in taluni casi se vogliamo stare bene con noi stessi.

 E stare bene è importante se vogliamo ad esempio aiutare gli altri: chiunque abbia bisogno della nostra leggerezza.

Aspetto un tuo prezioso commento.
 

Un abbraccio

andrea de nuccio

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17 comments

  1. sarè Rispondi

    verissssssssimo

  2. Elena Rispondi

    Proprio questa mattina ho letto una frase che potrebbe sintetizzare bene questo articolo: "La vita è troppo breve per trascorrerla con persone che ti infastidicono"…

  3. Anonimo Rispondi

    Non sono d'accordo. Secondo me non è sempre tutto o bianco o nero, ma ci sono mille sfumature da valutare. Comunque, questo è solo il mio di pensiero e non sindacalizzo assolutamente quello altrui.

  4. esperienza psicologica Rispondi

    un grazie a sarè, anonimo ed elena …
    per anonimo:
    puoi spiegarci le mille sfumature ?
    un abbraccio
    esperienza-psicologica

  5. ale Rispondi

    e se i soggetti sono in casa dottore? dove andiamo ?

  6. Maristella ."ilary nobile" Rispondi

    Pattuisco con anonimo,le sfumature sono molte.. In diversi momenti della propria esistenza più o meno tutti,almeno una volta ci siamo resi conto di essere stati inammissibili egoisti,troppo attenti a ciò che desideravamo noi per capire ciò che volevano gli altri,a tal proposito credo che sia giusto indossare una corazza,non per combattere,ma per sentirsi salvaguardati. Leggendo l’avvincente articolo ho riflettuto su determinate astrazioni personali……Se l’essere egoisti non è un male, ancora più difficile è comprendere il motivo per cui una persona “difficile” debba esser associata al pessimismo, e perché il pessimismo debba esser associato all’ esser pesanti e noiosi!Il problema secondo me dipende dalla diversità di ogni singolo soggetto,è evidente che ogni uomo ha una sfera emotiva differente,perciò quello che per una persona potrebbe essere motivo di indifferenza per un’altra persona potrebbe esser motivo di un eccessivo attacco d’ira. Nella società attuale è sempre più difficile credere in un qualsiasi legame ed è disagevole ampliare e far sopravvivere legami preesistenti. Tutto questo avviene perché risulta più semplice scappare da quelle situazioni non semplici,quindi allontanarsi da una persona , convincendosi che essa sia pesante, ipersensibile , anziché guardare dentro se stessi, comprendere le proprie intenzioni e chiedersi perché tale persona si è svelata ipersensibile e pesante in quella situazione. È un errore comune individuare i difetti degli altri, modificare un legame in base a quello che noi vogliamo vedere . D'altronde risulta evidente agli occhi di tutti che la gente pesante ha il potere di infastidire, certo, ogni individuo deve essere libero di “scegliere” i compagni del proprio viaggio , ma è questione di carattere! Credo che non sempre è giusto fuggire, ma non perché bisogna illudersi che l’altro possa cambiare,ma anziché scappare possiamo vedere l’altro con occhi diversi,sempre nell’ambito del reale.Oggigiorno si crede poco nei veri legami, perché è nei veri legami che nascono incomunicabilità, indifferenza e distacco , è qui che non bisogna darsi alla fuga, al contrario bisogna “saper rimanere”, riconoscere innanzitutto i propri difetti, e poi quelli dell’altro. Se dovessimo evitar tutto ciò che ci infastidisce saremmo completamente in pochi a percorrere la strada “della conoscenza” invece secondo me , è proprio in questa SINUOSA strada della conoscenza che le persone fastidiose hanno bisogno di noi, devono relazionarsi con noi, battersi con noi e capire i propri errori. Certamente ciò non è semplice dipende sempre da come affrontiamo i piccoli dilemmi esistenziali, da ciò che non vogliamo perdere e ciò che abbiamo già perso.!!! Ci sono casi in cui la persona pesante è un parente stretto, una persona importante , un capofamiglia, una madre, certamente la soluzione opportuna NON è FUGGIRE MA RIMANERE,saper rispettare le regole espresse dal capofamiglia o datore di lavoro pesante , bisogna alcune volte saper sottomettersi!Riflettevo inoltre sull’ espressione “complicarsi la vita”… basta guardarsi intorno per capire che sono tantissime le persone che si complicano la vita,ed è proprio nel far questo che è possibile sentirsi se stessi e realizzati. La gente si complica la vita mentre si impegna per costruire il proprio futuro, c’è chi si sveglia alle 4 per recarsi a lavoro, chi trascorre interi mesi lontano dalla propria famiglia per offrire uno stile di vita migliore ai propri figli, FORSE LO STESSO IMPRENDITORE CHE SI SVEGLIA ALLE 4 DIVENTA PESANTE E NOIOSO AGLI OCCHI DELLA MOGLIE,SE QUANDO TORNA A CASA PER PRANZARE non trova né il pranzo , né la moglie!!!!!! Johann Gutenberg, Meucci, Enrico Fermi i gloriosi Paul Lauterbur e Peter Mansfield e tantissimi altri, non si sono forse complicati la vita??? Gli infermieri,e medici ogni giorno hanno a che fare con infermi che potrebbero risultar pesanti, e noiosi e nonostante ciò imparano ad amare il proprio lavoro e mettere da parte tali avversità perché la propria destrezza è utile a quell’individuo.

  7. Anonimo Rispondi

    A volte non è sempre facile…ma quando ci accorgiamo che ci stiamo complicando la vita e che la presenza di deteminate persone ci appesantisce, anzichè alleggerirci la giornata e percepiamo di non stare bene…bisogna senz'altro scappare…senza nemmeno parlare…condivido.

  8. Maristella ."ilary nobile" Rispondi

    …..i punti di vista su ogni aspetto della vita sono differenti da persona a persona,secondo la mia prospettiva “Senza nemmeno parlare” mi sembra una soluzione poco ammissibile perché in questo modo si depreda l’altro di un diritto che gli spetterebbe: ovvero la possibilità di toccare con mano propria la questione,ovvero la possibilità di giungere in due alla stessa conclusione. “L’ evasione senza parlare” spesso è seguita dal ritorno, e in altri casi si finisce per venir, disprezzati , ma se la persona in questione per noi è importante non si può essere indifferenti.Da quando l’egoismo è stato un bene?l’egoismo a mio parere è un male, ed essendo tale non potrà mai essere utile per aiutare gli altri!!! Mi dispiace intuire che spesso la parola o meglio la COMUNICAZIONE possa esser messa da parte. Dipende da come si comunica,ci sono tanti modi tramite il quale è possibile affrontare qualsiasi cosa.Il silenzio fin ora ha sempre lasciato indeterminatezze negli esseri umani, il dubbio ci fa cadere nello scetticismo, perché quindi lasciare le situazioni sospese?? Non sarebbe, forse più semplice parlare , esporre i limiti del problema, trovare almeno un punto in comune , prendersi e dare “possibilità ”nella stessa misura! Tutti abbiamo dovuto allontanare persone,così come siamo stati messi in disparte. Non sempre è stato facile agire ed accettare,ma affermo tranquillamente che non c’è ASSOLUTAMENTE niente di male nell'esporre all’altro le motivazioni per cui vogliamo fuggire e questo deve esser fatto solo attraverso la PAROLA!! Se la nostra società si addestrerà a fuggire senza l’utilizzo della parola,la comunicazione non avrà più valore.

  9. cultura psicologica Rispondi

    Tante volte pensiamo di poter fare gli eroi, aiutando gli altri ad ogni costo, ma poi arriva la sera e andiamo a dormire con certi fardelli e ci domandiamo: "A che pro salvare un legame a senso unico, dove non c'è scambio, transito di sentimenti, ma dove questi si bloccano sempre nella stessa direzione?".

  10. esperienza psicologica Rispondi

    per ale: cara ale nella tua casa c'è uno spazio dove puoi stare da sola ?
    non è necessario, come ho scritto, andare in posti lontani.
    Pensa al tuo spazio personale come ad un posto dove puoi provare una sensazione di sollievo (anche per pochissimo tempo); è sufficiente per continuare a vivere con più leggerezza.. imparerai sicuramente a gestire meglio i tuoi spazi e il tempo.
    un abbraccio
    andrea de nuccio

  11. esperienza psicologica Rispondi

    Ciao maristella grazie, il tuo commento è davvero molto dettagliato, ma non è fondamentale utilizzare sempre e solo le parole per comunicare.
    Una piccola azione a volte può essere più efficace di mille parole.
    a presto
    andrea de nuccio

  12. esperienza psicologica Rispondi

    condivido cultura psicogica… ottima domanda !

    per anonimo:
    condivido quando dici che a volte bisogna scappare "senza nemmeno parlare".
    le parole talvolta aggiungono altro peso.
    andrea de nuccio

  13. Maristella ."ilary nobile" Rispondi

    La situazione si trasforma gradualmente…azzarderei a parlare di una specie di “allontanamento momentaneo”, soprattutto per non dimenticare la complessità delle relazioni umane, e non solo dell’essere umano!Ancora più complesse sono le azioni ed i gesti che l'uomo è in grado di porre in atto. Credo sia impossibile generalizzare su argomenti così morbidi,quindi quando si parla di legami o meglio di “legami leggeri” non è il massimo indicare come soluzione esatta “ il prendersi i propri spazi.!Tale discorso potrebbe andar bene , per prendere le distanze da persone con cui non si ha un legame forte, persone con cui non condividiamo veri sentimenti , lo stesso discorso non potrebbe andar bene se abbiamo a che fare con un legame imponente, successivamente divenuto leggero.La teoria qui(in queste situazioni)non serve a nulla è facile affermare, condividere pensieri altrui,parole ,punti di vista , e facile affermare che le azioni siano più attendibili delle parole, ma purtroppo non stiamo parlando di leggi generali o teoremi!!!! Non esiste unità di misura per valutare quantitativamente l’amore,l’amicizia, un forte legame il bene; solo il singolo soggetto può sapere come agire e perché,alcune volte,OSTINARSI FINO AD ESSER PESANTE! così come solo il singolo può essere consapevole che se un allontanamento è infondato non è attraverso le azioni che si agisce. Ci sono situazioni, in cui le parole derivano dalle azioni che l’altro precedentemente ha messo in atto,se successivamente queste azioni vengono annullate ,una delle due persone continua a vivere quelle stesse emozioni da sola . Prima insistevo sull’importanza della parola dato che in tale prospettiva, la parola è da me intesa come "strumento per comprendere" Attraverso la parola non si deve unicamente convincere o manipolare il pensiero della gente,si tratta ogni tanto di far spaziare l’altro con la mente, affinché EGLI sia consapevole dell’esistenza di pensieri diversi dal proprio , e dei suoi disordini . Nella vita privata, così come nel lavoro ,bisogna saper cogliere il momento giusto per prendere in considerazione le azioni ,per parlare, e per tacere perciò credo sia preferibile controllare il tutto.È anche questione di sicurezza perché se si è sicuri di aver interpretato bene le azioni dell’altro, e viceversa, la parola non ”smarrisce la sua funzione”,Si può sbagliare ad interpretare la parola così come le azioni , l’essenziale è essere disposti ad affrontare il tutto, credere in se stessi.Inoltre non sempre ci viene data l’opportunità di essere ascoltati,perciò per quale motivo dovrebbe esser esatto agire?

  14. esperienza psicologica Rispondi

    grazie mille maristella…leggi il nuovo artic. su "parole in amore ".. ti potrà interessare.
    e-p

  15. Anonimo Rispondi

    In verità ho sempre fatto così e molte volte mi sono sentita dare dell'egoista da "terzi" .. ma a me viene naturale comportarmi così .. non è studiata la cosa .. e soprattutto .. non penso di essere egoista (anche perchè valuto fino in fondo chiunque viene a contatto con me).. Giuseppina Celio

  16. Anonimo Rispondi

    devo darti ragione..in vita mia ho sempre ascoltato i problemi di tutti e guaio più grande mi facevo trascinare..risultato disastroso per me.adesso "scappo" e devo dire che stò molto meglio!..oltretutto teniamo presente che ci sono persone che non fanno assolutamente niente per uscire da dove si sono cacciati e passano la vita a compatirsi,se non scappiamo sicuramente deprimerebbero anche noi.direi che dobbiamo ascoltare soltanto chi magari ha bisogno di uno sfogo per tirarsi su magari…emery

  17. Unknown Rispondi

    Sono d'accordo con Maristella infatti riporto la parte che ha scritto: Se l’essere egoisti non è un male, ancora più difficile è comprendere il motivo per cui una persona “difficile” debba esser associata al pessimismo, e perché il pessimismo debba esser associato all’ esser pesanti e noiosi!Il problema secondo me dipende dalla diversità di ogni singolo soggetto,è evidente che ogni uomo ha una sfera emotiva differente,perciò quello che per una persona potrebbe essere motivo di indifferenza per un’altra persona potrebbe esser motivo di un eccessivo attacco d’ira. Nella società attuale è sempre più difficile credere in un qualsiasi legame ed è disagevole ampliare e far sopravvivere legami preesistenti. Tutto questo avviene perché risulta più semplice scappare da quelle situazioni non semplici,quindi allontanarsi da una persona , convincendosi che essa sia pesante, ipersensibile , anziché guardare dentro se stessi, comprendere le proprie intenzioni e chiedersi perché tale persona si è svelata ipersensibile e pesante in quella situazione. È un errore comune individuare i difetti degli altri, modificare un legame in base a quello che noi vogliamo vedere . D'altronde risulta evidente agli occhi di tutti che la gente pesante ha il potere di infastidire, certo, ogni individuo deve essere libero di “scegliere” i compagni del proprio viaggio , ma è questione di carattere! Credo che non sempre è giusto fuggire, ma non perché bisogna illudersi che l’altro possa cambiare,ma anziché scappare possiamo vedere l’altro con occhi diversi,sempre nell’ambito del reale.Oggigiorno si crede poco nei veri legami, perché è nei veri legami che nascono incomunicabilità, indifferenza e distacco , è qui che non bisogna darsi alla fuga, al contrario bisogna “saper rimanere”, riconoscere innanzitutto i propri difetti, e poi quelli dell’altro.
    Io penso che ognuno è libero di scegliere i compagni di vita ma se una persona risulta pesante non bisogna giudicarla perché è fatta così perché tutti abbiamo dei difetti e se quella persona risulta pesante in certi comportamenti semmai bisogna aiutarla se Le si vuole bene e non criticarla. Prima di criticare l'altro guardati tu e criticati!!!