Pensare a se stessi è il rimedio naturale contro la rabbia e la frustrazione

 
 
Il sano egoismo è quella condizione in cui si è in contatto con se stessi, si è centrati e il tempo e lo spazio non contano. 
È quella particolare sensazione in cui al centro del mondo ci siamo noi con le nostre esigenze, ma anche con quella pienezza d’animo che ci fa vivere nel Kairòs, tempo in cui tutto è possibile, in cui essere ispirati a fare o a pensare ci risulta facile e piacevole.
 

Il sano egoismo è quella strana ricetta che diamo ai nostri pazienti quando finalmente è arrivato il momento di cambiare, anche se il cambiamento è sempre continuo in natura, ma la maggior parte delle volte può accadere di non vederlo e di non sentirlo. 

La percezione che qualcosa stia cambiando rappresenta per la persona o anche per il paziente la conferma che tutto è possibile. Tutto può accadere quando si è nella condizione di vedere e di sentire, quando si è predisposti.

 

Nelle piccole cose si trova il grande piacere

 

Se lo sguardo volge all’interno – verso le mie esigenze, i miei bisogni e i miei desideri – allora significa che mi sto mettendo nella condizione di ricevere il bello della vita, la magia del “qui ed ora”, il sapore del cambiamento, il piacere delle piccole cose.
Proprio così… nelle piccole cose talvolta si trova il grande piacere e lo si può toccare con mano quando si è nel Kairòs, quando finalmente diamo la “giusta” importanza a noi stessi.
E non è un male farlo, dare importanza a noi stessi intendo, in fondo si tratta di un’abitudine sana.
Se diamo importanza a noi stessi non andiamo a ledere qualcun altro, anzi iniziamo a considerare l’altro poiché stiamo imparando a considerare noi stessi.
 
Ricordo l’entusiasmo di una mia vecchia amica quando le parlai del sano egoismo. 
Era un concetto che già cercavo di mettere in pratica durante il periodo universitario.
Lei mi parlava, non poche volte, della depressione della madre che a suo dire era causata dall’atteggiamento del padre: questi a quanto pare non era un ottimo marito.
La mia amica era davvero arrabbiata con suo padre e voleva a tutti i costi fargli capire che avrebbe dovuto trattare meglio la moglie.
Era diventato quasi un lavoro il suo, cioè interporsi tra i due genitori cercando di mettere un po’ di pace in famiglia.
L’intenzione era buona, ma i risultati nel tempo erano pessimi. La mia amica, che si sentiva sempre più impotente e furiosa, era depressa e non riusciva a concentrarsi nello studio.
Fu in quell’occasione che le parlai del sano egoismo.
Non ero ancora uno psicologo, ma questo tipo di egoismo mi ha sempre affascinato e non solo, mi ha anche aiutato.
Lei si mostrava entusiasta perché probabilmente, condividendo con me il suo dramma, la sua responsabilità calava e si sentiva finalmente più libera. Fino ad allora infatti la sua responsabilità era quella di mettere d’accordo le due parti.

Sano egoismo e benessere

Il fatto di pensare un po’ a se stessa, e quindi di volgere lo sguardo verso i propri bisogni, le procurava benessere.
Più volte diceva a se stessa che serviva un po’ di sano egoismo e tutto passava.
Sembra una storiella questa, ma è realtà, è vita vissuta.
 
Il sano egoismo ci fa vivere, “toccare” la vita, così come fa il bambino quando è intento a scoprire il mondo.
 
andrea de nuccio 
  
In questo articolo

Scrivi un commento

1 comment

  1. Anonimo Rispondi

    Penso sia necessaria una specie di educazione al sano egoismo.. nello stesso modo in cui siamo stati educati e educhiamo a rispettare gli altri, giorno dopo giorno! Cosí dovrebbe essere con il sano egoismo. Potrebbe essere un potente "strumento" per ognuno di noi.Si tratta di dar voce alle proprie emozioni, riconoscere i propri limiti i propri bisogni e nel raggiungere tale consapevolezza. Si tratta di relazionarsi e di espriemere la propria autenticità in modo diverso, di donare a se stessi uno spazio in piú.
    M.